I valori rilevati da AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali) del prezzo del pellet a settembre 2025 mostrano un leggero aumento con un prezzo medio nazionale di 5,6 euro/sacco da 15kg, con un leggero incremento rispetto allo scorso anno del 8% (circa 0,4 centesimi/sacco)
Pellet in sacchi

Il prezzo medio nazionale è di 5,68 € a sacco (IVA inclusa, trasporto escluso), circa l’8% in più rispetto a un anno fa (+0,40 € a sacco).
Per avere un riferimento energetico: per produrre 1 MWh termico servono circa 14 sacchi (≈208 kg), con un costo stimato di ~79 €/MWh.
Nel confronto con i combustibili tradizionali, il pellet resta competitivo:
- Pellet ~79 €/MWh
- Gas naturale ~105 €/MWh
- Gasolio da riscaldamento ~139 €/MWh
- Gasolio agricolo ~102 €/MWh
Sulle aree geografiche i valori cambiano di poco: si va in media da ~76 a ~83 €/MWh, con prezzi al sacco che oscillano intorno a 5,5–6,0 € (Nord-Ovest e Centro leggermente sopra la media; Nord-Est più basso; Sud e Isole un po’ più alto).
Il pellet resta una soluzione che aiuta a contenere la spesa per il riscaldamento, tema importante in un periodo in cui molte famiglie affrontano la povertà energetica e si vuole ridurre la dipendenza dai fossili.
Pellet in autobotte (sfuso)

Per chi riceve il pellet sfuso in autobotte, il prezzo medio è di ~82 €/MWh (IVA inclusa): è circa il 9% in più rispetto a settembre 2024, ma stabile rispetto alla primavera 2025.
Convertito al peso, parliamo di ~393 €/t (+15% anno su anno).
Le differenze territoriali dipendono molto da logistica e distanza: a parità di condizioni (consegna standard considerata su 6 tonnellate entro 50 km, accessibilità regolare), il Nord-Est è intorno a ~78 €/MWh, il Nord-Ovest a ~83 €/MWh e il Centro può arrivare anche a ~99 €/MWh.
Grazie al buon rapporto costo/energia e a un impatto ambientale inferiore rispetto ai fossili, il pellet conferma il suo ruolo di opzione strategica per il riscaldamento domestico e per la transizione energetica.